Il Ramino in Italia
Il Ramino, di origine anglosassone, si è diffuso in Italia negli anni ’20 dello scorso secolo, derivando molto probabilmente dal “Rummy” texano, che costituisce il nome del Jolly, ovvero il “Ramino”. Il ramino in italia, così come negli altri paesi, si è diffuso in più varianti, tra le quali la popolarissima Scala 40. Il Ramino, così come la Scala 40, è caratterizzato da aspetti che non lo rendono un gioco particolarmente aggressivo, ma che può essere finalizzato comunque al gioco d’azzardo dove, nel gioco a squadre o nel testa a testa, si presta a sfide entusiasmanti. Le regole del ramino italiano non si discostano da quelle usate a livello internazionale. Anche se presente una variante molto particolare, chiamata Ramino Casertano, il Ramino in Italia generalmente presenta le stesse caratteristiche adottate da tutti gli altri paesi dove è diffuso questo gioco. Le regole del ramino italiano prevedono a grandi linee la modalità di gioco qui avanti descritta. Dopo aver mischiato due mazzi di carte francesi comprendenti tutti i Jolly, il mazziere distribuisce 14 carte per ogni giocatore e pone le restanti carte al centro del tavolo, scoprendone una. Il mazzo di carte coperte prende il nome di “tallone” mentre la carta scoperta costituisce la prima del “pozzo degli scarti” o “monte degli scarti”. A turno, ogni giocatore prende una carta dal tallone e, dopo aver effettuato la sua giocata, conclude il turno stesso scartando una carta a sua scelta, ponendola sul monte degli scarti. Ogni giocatore ad inizio turno può pescare dal tallone o raccogliere tutto il monte degli scarti. L’obiettivo è quello di scartare tutte le proprie carte, lasciando gli avversari con più carte in mano possibili. Per poter scartare, bisogna creare delle combinazioni. Il Ramino in Italia, così come negli altri paesi, prevede le seguenti combinazioni: tris (tre carte uguali ma di seme diverso); quartine (quattro carte uguali ma dal seme diverso); scala (tra carte dello stesso seme e consecutive); colore (carte dello stesso seme anche in ordine non progressivo); ramino (tutte le carte di uno stesso seme e consecutive in scala). Per calcolare i punteggi, ogni carta ha valore nominale, tranne per l’asso che può valere 1 o 11 e la figure che valgono 10 punti. Le carte rimaste in mano dopo la chiusura vanno a sommarsi in un punteggio che se arriva a 300 punti, determina la sconfitta di chi lo detiene.